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Caffè: asta al rialzo?

Caffè: asta al rialzo?

Il caffè ai tempi della crisi

Ogni giorno siamo travolti da notizie sull’economia che non va, sul lavoro che non si trova e purtroppo anche sul terrorismo che ci minaccia sempre più da vicino. Ci rimaneva la teorica consolazione di poterci almeno bere una tazza di caffè per prenderci qualche minuto di relax e staccare dallo stress quotidiano. In realtà anche questa piccola oasi di pace è minacciata da una serie di circostanze economiche e climatiche che si sono incrociate.

I principali produttori di caffè sono due, Brasile e Vietnam. Il primo produce la qualità arabica, il secondo quella robusta. Il problema è che i loro magazzini sono pressoché vuoti. Questi paesi sono stati colpiti da una forte siccità che ha rovinato gli ultimi raccolti, riducendo le quantità di caffè immagazzinate. Tuttavia nel mondo il numero di persone che vuole comprare caffè è in forte aumento. Consideriamo poi che in Colombia, che è sul podio dei paesi produttori, da mesi proseguono gli scioperi contro le politiche del governo da parte di chi il caffè lo dovrebbe produrre (i contadini) e trasportare (i camionisti). Qualunque studente di economia del primo anno vi potrà confermare che, se la quantità di un prodotto è scarsa ma le persone che lo vogliono comprare sono tante, il prezzo di quel prodotto sale. E così è stato, perché il prezzo di arabica e robusta è salito a livelli record.

Come se non bastasse il Real, la moneta brasiliana, si è rafforzata nei confronti del dollaro. Questo significa, in poche parole, che il paese leader mondiale nella produzione di caffè al momento non ha interesse ad esportare il suo prodotto sui mercati mondiali, preferendo tenerlo in magazzino in attesa di tempi migliori (per l’export) o per venderlo nel mercato nazionale. Insomma, con ogni probabilità bere il nostro caffè quotidiano ci costerà di più.

Fattori climatici, lavorativi, economici: insomma, ci troviamo di fronte alla tempesta perfetta. Questa volta in una tazzina.

Circa l'autore

Simone Forte

Nato a Tortona nel 1984, consegue la Laurea in Scienze politiche presso l'Università degli studi di Pavia. Appassionato di storia, rock, sport, cinema ed economia, ma non in questo ordine. Scrive per far capire, ma soprattutto per capire. « La saggezza del mondo insegna che è cosa migliore per la reputazione fallire in modo convenzionale, anziché riuscire in modo anticonvenzionale. » (John M. Keynes)

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