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Equitalia

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EQUITALIA

[Aggiornato al 1 novembre] Con un decreto legge collegato alla Finanziaria 2017, il governo ha deciso di mettere la parola “fine” ad uno degli incubi dei contribuenti italiani. Salvo sorprese infatti verrà cancellata Equitalia, e saranno inoltre azzerate le sanzioni e gli oneri di riscossione sulle cartelle esattoriali.

COSA SUCCEDE AD EQUITALIA

Equitalia nasce nel 2005 come società pubblica, partecipata al 51% dall’Agenzia delle Entrate e al 49% dall’Inps. Lo Stato le ha affidato il compito di riscuotere le tasse che gli italiani non pagano per tempo attraverso le famose cartelle esattoriali. Su ogni cartella Equitalia applica un onere di riscossione, che insieme ad interessi e sanzioni fanno lievitare la cifra a carico dei cittadini. Equitalia nelle intenzioni del governo verrà assorbita dall’Agenzia delle Entrate, che diventerà più autonoma e, secondo le parole del presidente del consiglio Renzi, più “amica” dei contribuenti. Questo percorso dovrebbe durare almeno sei mesi. Tempi tecnici che permetterebbero di affrontare alcuni problemi, ad esempio quello dei dipendenti di Equitalia (circa 8 mila), assunti come lavoratori privati che verrebbero assorbiti da un ente pubblico dove si entra a concorso. È chiaro però che il compito che svolgeva Equitalia dovrà passare ad un altro soggetto. Il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan fa sapere che la situazione non è ancora ben chiara (“Potrebbe farlo l’Agenzia delle Entrate oppure no”).

LE CARTELLE “ROTTAMATE”

Con l’abolizione di Equitalia viene introdotta anche la cancellazione di sanzioni, interessi di mora, interessi per iscrizione ritardata a ruolo, spese di notifica e oneri di riscossione. Restano invece in cartella l’imposta dovuta e gli interessi legali. La speranza del governo è quella di rendere più facili i pagamenti, ed incassare così una cifra di poco inferiore ai 5 miliardi di euro. Al momento l’ipotesi più probabile è quella di “rottamare” le cartelle che riguardano gli importi richiesti da Agenzia delle Entrate, Inps e Inail. Sembrerebbero escluse le cartelle relative ad Iva e sanzioni stradali. Tuttavia il ministro Padoan ha fatto capire che anche su queste si sta lavorando. A conti fatti si tratterebbe di cancellare circa 42,5 miliardi di euro. A seconda dei casi, si potrebbe ottenere una riduzione della cartella che può superare anche il 50% della cifra dovuta. Inoltre il pagamento delle cartelle “rottamate” potrà essere rateizzato, con un massimo di tre anni dal momento della richiesta. Ricordiamo che probabilmente l’adesione alla rottamazione non sarà automatica, ma dovrà essere richiesta dal contribuente. Chi invece avesse già delle rateazioni non si vedrà restituita una parte di quanto pagato; la rottamazione riguarda infatti solo quegli importi che il fisco deve ancora incassare. Inoltre il governo fa sapere che a partire dal 7 novembre chi fosse in ritardo con pagamenti riceverà un sms come promemoria.

 

È bene ricordare sempre che si parla di situazioni in continuo divenire e non ancora definitive.

 

Circa l'autore

Monica Manfredini

Monica Manfredini , Dottore Commercialista e Revisore dei conti Determinata, sensibile e schietta Pensa che :"Con il se e il ma si rimane immobili, è' meglio smarrire la strada per poi ritrovarla che rimanere al bivio ". Sapere rende liberi, trasmettere la conoscenza è la strada per la vera democrazia

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